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Antiparassitari

Albendazole

Albendazole è un farmaco antiparassitario a base di albendazolo, appartenente alla classe dei benzimidazoli. È indicato per persone con parassitosi intestinali e, sotto controllo specialistico, per…

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Principio attivo: Albendazolo
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Albendazole è un farmaco antiparassitario a base di albendazolo, appartenente alla classe dei benzimidazoli. È indicato per persone con parassitosi intestinali e, sotto controllo specialistico, per alcune infezioni sistemiche. Interferisce con i processi cellulari del parassita e ne favorisce l’eliminazione.

Descrizione

Albendazole è un antielmintico benzimidazolico in compresse, usato contro diverse infezioni causate da vermi e alcuni protozoi. È destinato a persone con parassitosi intestinali o, in percorsi specialistici, infezioni sistemiche. La dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo. Blocca processi cellulari essenziali del parassita, favorendone l’eliminazione.

Composizione

Ogni compressa contiene 400 mg di albendazolo; la confezione riporta 6 compresse.

Dosaggio e modalità d'uso

Albendazole si assume per via orale.

Per numerose parassitosi intestinali negli adulti e nei bambini di età adeguata, la dose è indicata sulla confezione: seguire il foglio illustrativo. Enterobiasi e alcune infestazioni da nematodi possono richiedere una ripetizione della dose dopo un intervallo stabilito dal medico, poiché il farmaco può non eliminare tutte le uova presenti nell’ambiente.

Le terapie di più giorni sono usate, per esempio, in alcune forme di strongiloidiasi, giardiasi, teniasi o infezioni da trematodi. Neurocisticercosi ed echinococcosi richiedono dosaggi calcolati in base al peso, spesso suddivisi in due assunzioni giornaliere e organizzati in cicli terapeutici. La prescrizione statunitense dell’albendazolo distingue chiaramente gli schemi brevi per infestazioni intestinali dalle terapie prolungate per malattie parassitarie sistemiche [2].

Assunzione pratica

  • Assumere la dose prescritta con acqua, preferibilmente durante un pasto.
  • Per cicli lunghi, mantenere orari regolari ogni giorno.
  • Se si dimentica una dose in un trattamento plurigiornaliero, assumerla quando ci si ricorda, salvo che sia vicina alla successiva.
  • Non raddoppiare la dose per compensare una dimenticanza.
  • Non prolungare autonomamente un ciclo breve se persistono disturbi intestinali.
Nei trattamenti ripetuti per enterobiasi, lavare con cura biancheria intima, asciugamani e lenzuola riduce il rischio di reinfestazione domestica. Il farmaco cura l’infezione, non elimina le uova dalle superfici.

Come funziona

Dopo l’assunzione orale, l’albendazolo viene trasformato dal fegato in albendazolo sulfossido, il principale metabolita attivo circolante. Questa molecola interferisce con la polimerizzazione della tubulina nelle cellule del parassita.

La tubulina è una proteina che forma microtubuli, strutture necessarie per assorbire nutrienti, mantenere la forma cellulare e spostare materiale dentro la cellula. Bloccandola, Albendazole riduce l’utilizzo del glucosio da parte del parassita, impoverisce le sue riserve energetiche e ne provoca la morte.

L’effetto non è immediato come quello di un analgesico. L’eliminazione del parassita e la riduzione dei sintomi possono richiedere giorni, mentre nelle infezioni tissutali il miglioramento dipende anche dalla risposta infiammatoria dell’organismo. La documentazione regolatoria AIFA descrive l’albendazolo come principio attivo ad azione sistemica dopo conversione nel metabolita sulfossido [1].

Le compresse vanno deglutite con acqua. Non vanno frantumate senza una precisa indicazione clinica, perché la scelta della modalità di assunzione può dipendere dall’età e dalla capacità di deglutizione.

Indicazioni

Albendazole viene utilizzato contro nematodi, cestodi e alcuni trematodi. La sensibilità del parassita, la sede dell’infezione e l’età della persona determinano la durata della terapia.

Tra le indicazioni cliniche più frequenti rientrano:

  • Ascaridiasi, causata da Ascaris lumbricoides, un nematode intestinale.
  • Enterobiasi, legata a Enterobius vermicularis, spesso responsabile di prurito anale soprattutto nelle ore notturne.
  • Tricocefalosi, anchilostomiasi e necatoriasi, altre infezioni da nematodi intestinali.
  • Strongiloidiasi, causata da Strongyloides stercoralis, per cui può essere necessario uno schema di più giorni.
  • Teniasi e imenolepiasi, infezioni da cestodi.
  • Giardiasi, sostenuta dal protozoo Giardia lamblia, in specifici protocolli terapeutici.
  • Clonorchiasi, una parassitosi da trematodi che coinvolge le vie biliari.
  • Neurocisticercosi, causata dalle larve di Taenia solium nel sistema nervoso.
  • Echinococcosi, una malattia sistemica dovuta a specie di Echinococcus.

Le infezioni intestinali semplici tendono a richiedere cicli brevi. Neurocisticercosi ed echinococcosi sono condizioni diverse: possono richiedere accertamenti radiologici, controllo degli esami ematici e terapia associata.

Confronto

La scelta dell’antiparassitario dipende dall’organismo identificato e dalla sede dell’infezione.

Principio attivo Meccanismo principale Impiego tipico
Albendazolo Inibizione della tubulina parassitaria Nematodi, alcuni cestodi, giardiasi e infezioni sistemiche selezionate
Mebendazolo Inibizione della tubulina parassitaria Prevalentemente nematodi intestinali
Praziquantel Aumento della permeabilità al calcio del parassita Molti trematodi e cestodi

Albendazole ha il vantaggio di avere attività contro numerosi parassiti e di raggiungere, tramite albendazolo sulfossido, anche sedi extraintestinali. Il rovescio della medaglia è che le terapie lunghe richiedono maggiore attenzione a fegato, emocromo e possibili interazioni. Praziquantel può essere scelto per parassiti sensibili a un diverso meccanismo, mentre mebendazolo è spesso usato per alcune comuni infestazioni intestinali da nematodi.

Controindicazioni

L’uso è controindicato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, per il potenziale rischio sullo sviluppo fetale.

Serve una valutazione clinica mirata anche in presenza di:

  • malattia epatica attiva o precedenti alterazioni importanti delle transaminasi;
  • riduzione dei globuli bianchi o altre anomalie dell’emocromo;
  • neurocisticercosi sospetta o diagnosticata;
  • allattamento;
  • terapia concomitante con farmaci che modificano il metabolismo epatico.

Quando non è adatto a te

Albendazole non è adatto a te se hai avuto un’allergia all’albendazolo, ad altri benzimidazoli o a uno degli eccipienti della compressa. Prima di iniziare il trattamento, informa il medico se sei incinta, stai allattando, hai problemi al fegato o alterazioni dell’emocromo. Devi inoltre segnalare tutti i farmaci che assumi, in particolare antiepilettici, cimetidina, praziquantel o corticosteroidi.

Effetti collaterali

Albendazole è spesso ben tollerato nei cicli brevi. Gli effetti indesiderati diventano più rilevanti quando il trattamento dura settimane o mesi, oppure quando sono presenti malattie epatiche.

Nei cicli brevi possono comparire dolore addominale, nausea, vomito, mal di testa o capogiri. Questi sintomi sono spesso transitori, ma vomito persistente, disidratazione o dolore forte richiedono una rivalutazione.

Nei trattamenti sistemici e prolungati sono possibili aumento delle transaminasi, riduzione dei globuli bianchi, febbre, perdita reversibile dei capelli e reazioni cutanee. La monografia NIH LiverTox segnala che l’albendazolo può causare aumenti degli enzimi epatici e, più raramente, danno epatico clinicamente rilevante [3].

Un aspetto che sorprende alcune persone con neurocisticercosi: mal di testa, nausea o convulsioni possono peggiorare all’inizio della terapia non perché il farmaco abbia fallito, ma perché la morte delle larve può aumentare temporaneamente l’infiammazione. In questi casi il trattamento può includere corticosteroidi e farmaci antiepilettici prescritti dallo specialista.

Durante cicli lunghi, gli esami del sangue non sono una formalità: emocromo e transaminasi permettono di individuare precocemente alterazioni che spesso non danno sintomi iniziali.

Albendazole è metabolizzato dal fegato. Alcuni medicinali possono modificarne la concentrazione nel sangue e influenzare efficacia o tollerabilità.

La cimetidina può aumentare i livelli di albendazolo sulfossido, il metabolita attivo. Anche il praziquantel può aumentare l’esposizione al metabolita; la combinazione viene talvolta impiegata in protocolli selezionati, ma non è una scelta autonoma.

Altri farmaci che possono modificare l’esposizione includono alcuni antiepilettici, come carbamazepina, fenitoina e fenobarbital, che possono ridurre le concentrazioni del metabolita attivo. I corticosteroidi possono invece aumentarne i livelli in determinate circostanze.

L’elenco completo della terapia abituale deve comprendere medicinali per epilessia, reflusso, malattie autoimmuni e integratori a base di erbe. Anche una terapia iniziata per pochi giorni può essere rilevante durante un ciclo prolungato.

Errori comuni

L’errore più comune è usare Albendazole per sintomi intestinali senza una diagnosi. Antibiotici recenti, intolleranze alimentari e infezioni virali possono causare disturbi simili a una parassitosi.

Altri comportamenti che riducono le probabilità di successo includono:

  • interrompere un ciclo plurigiornaliero appena i sintomi migliorano;
  • assumere una seconda dose troppo presto dopo averne dimenticata una;
  • trascurare la reinfestazione da ossiuri all’interno della famiglia;
  • non segnalare farmaci antiepilettici o cimetidina;
  • ignorare stanchezza intensa, ittero, urine scure o febbre durante un trattamento lungo.

Un secondo dettaglio pratico riguarda gli esami delle feci: per alcuni parassiti, un singolo campione negativo non esclude l’infezione. Il medico può richiedere raccolte in giorni diversi, perché l’eliminazione di uova o cisti può essere intermittente.

Cosa dicono i medici

Nella pratica clinica, il primo obiettivo è identificare il parassita anziché trattare ogni disturbo intestinale come un’infestazione da vermi. Diarrea dopo un viaggio, crampi addominali e prurito possono avere cause molto diverse.

I medici tendono a considerare Albendazole una scelta utile quando il parassita è sensibile e l’indicazione è ben definita. Per un’enterobiasi, la semplicità del ciclo breve è un vantaggio. Per echinococcosi o neurocisticercosi, la stessa molecola richiede un approccio completamente diverso, con dosi calcolate, controlli di laboratorio e gestione dell’infiammazione.

La risposta clinica non coincide sempre con la scomparsa immediata dei sintomi. Dopo l’eliminazione del parassita, l’intestino può restare irritato per alcuni giorni; nelle forme sistemiche, le immagini radiologiche possono modificarsi lentamente.

Domande frequenti

Quanto dura il trattamento con Albendazole?

La durata può variare da una singola dose a diversi giorni per le infezioni intestinali. Echinococcosi e neurocisticercosi richiedono spesso cicli molto più lunghi, stabiliti da specialisti. La documentazione FDA del 2021 distingue le terapie brevi dalle indicazioni sistemiche, nelle quali il dosaggio viene calcolato anche in base al peso corporeo. Non prolungare un ciclo breve in autonomia se i sintomi persistono. La decisione dipende anche dalla risposta clinica e dagli esami di controllo.

Albendazole è efficace contro la Giardia?

Albendazole può essere impiegato nella giardiasi causata da Giardia lamblia in protocolli selezionati. Non è l’unica opzione terapeutica e la scelta dipende da età, sintomi, risultati degli esami e precedenti trattamenti. WHO ha pubblicato nel 2017 una linea guida sulle infezioni da elminti trasmesse dal suolo, che richiama l’importanza di identificare l’agente responsabile prima di scegliere l’antiparassitario. La diarrea persistente richiede anche attenzione all’idratazione.

Qual è la differenza tra albendazolo e albendazolo sulfossido?

L’albendazolo è il principio attivo assunto con la compressa. Dopo l’assorbimento, il fegato lo converte in albendazolo sulfossido, il metabolita che circola nel sangue e svolge gran parte dell’azione antiparassitaria. AIFA descrive questo passaggio metabolico nella propria banca dati del 2024. Per questo le interazioni con farmaci che agiscono sul fegato possono modificare la risposta al trattamento.

Cosa succede se si dimentica una dose?

In una terapia di più giorni, la dose dimenticata va assunta appena possibile, purché non sia quasi il momento della successiva. Non assumere due compresse insieme per recuperare, perché questo aumenta l’esposizione senza garantire un beneficio maggiore. NIH, nella risorsa LiverTox aggiornata nel 2021, richiama l’attenzione sul monitoraggio della tollerabilità epatica nei cicli prolungati. Una dimenticanza ripetuta va riferita al medico che segue la terapia.

Albendazole elimina subito i parassiti?

Albendazole avvia un processo metabolico che impedisce al parassita di utilizzare correttamente i nutrienti. I sintomi possono migliorare in tempi diversi e non rappresentano sempre un indicatore affidabile dell’eliminazione completa. WHO, nelle linee guida del 2021 sulla neurocisticercosi, evidenzia che la risposta alle terapie antiparassitarie nelle infezioni tissutali può accompagnarsi a infiammazione temporanea. In presenza di cefalea intensa, crisi convulsive o alterazioni neurologiche, serve una valutazione clinica urgente.

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Confronto

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Albendazole: recensioni ed esperienze

Basato su 4 recensioni

Marco, 36 Verificata
Valutazione: 4.5 su 5

Avevo prurito notturno da giorni e il medico aveva confermato l’enterobiasi. Il fastidio si è ridotto entro pochi giorni, ma ho dovuto ripetere la terapia e gestire meglio il lavaggio di lenzuola e asciugamani.

Milano Lo usa da dose singola 29 Aug 2026
Luca, 42 Verificata
Valutazione: 3.5 su 5

L’ho assunto per una parassitosi intestinale dopo gli esami. Il secondo giorno avevo nausea leggera e poco appetito, poi è passato senza dover sospendere.

Bologna Lo usa da tre giorni 9 Aug 2026
Giulia, 30 Verificata
Valutazione: 3 su 5

Pensavo bastasse una compressa per qualunque problema intestinale. Gli esami hanno invece indicato un’infezione diversa da quella che immaginavo e il medico ha impostato uno schema preciso.

Roma Lo usa da durata stabilita dal medico 19 Aug 2026
Anna, 51 Verificata
Valutazione: 4.5 su 5

Durante il trattamento ho fatto controlli del sangue regolari. Non è stato un percorso rapido, ma sapere perché venivano controllati fegato ed emocromo mi ha aiutato a seguire la terapia con più attenzione.

Napoli Lo usa da ciclo prolungato specialistico 4 Sep 2026

Fonti

  1. AIFA (2024). Banca Dati Farmaci — albendazolo.
  2. FDA (2021). Prescribing information — albendazole.
  3. National Institutes of Health (2021). LiverTox: Clinical and Research Information on Drug-Induced Liver Injury — Albendazole.
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